Vino Cagnulari: il tesoro enologico del Coros che conquista i wine lover

Nel cuore del Coros, tra colline ventose e suoli calcarei, si nasconde una gemma enologica: il Cagnulari, un vitigno autoctono che ha rischiato l’estinzione ma ha rinascita grazie alla passione di pochi produttori, diventando oggi ambasciatore del territorio e del vino di qualità. In questo articolo scoprirai che cosa rende unico il Cagnulari, la sua storia, gli aspetti tecnici della viticoltura e il significato culturale legato al vino nel Coros.

Il Cagnulari, un tesoro ritrovato

Il Cagnulari, noto anche come Cagniulari o Cagliunari, era ampiamente coltivato nel nord Sardegna come vino da taglio per rafforzare il colore e la struttura di altri vini.Tuttavia, dagli anni ’60 la sua superficie coltivata è diminuita drasticamente, poiché i vitigni più facili da coltivare e meno sensibili alle malattie fungine hanno preso il sopravvento. Un punto di svolta è arrivato nel 1970 quando Giovanni Maria Cherchi, cantina di Usini, ha deciso di recuperarlo, valorizzando le sue straordinarie potenzialità .

Oggi, il Cagnulari è un vino in purezza, prodotto nei comuni di Usini, Ossi, Tissi, Ittiri, Uri e Alghero, e riconosciuto come “perla del Coros”, spesso premiato da critici e guide enologiche.

Il Cagnulari: ambasciatore del territorio

Ultratrent’anni di esperienza nella coltivazione e vinificazione hanno permesso di creare vini equilibrati, con una rinfrescante componente erbacea che si fonde con note fruttate e floreali. La mineralità e sapidità tipiche derivano dai terreni calcarei e dall’influenza marina nel microclima del Coros .

Il Cagnulari di Usini è di corpo medio, colore rosso rubino brillante, con profumi intensi di ciliegia, lampone, erbe aromatiche e mineralità. L’invecchiamento ne eleva la complessità, aggiungendo note speziate e prugna secca, mentre i tannini restano morbidi e armoniosi 

Il vitigno: origini, ampelografia e sfide

Aspetti ampelografici

  • Foglia: grande, pentalobata o trilobata, con nervature spesso rossastre
  • Grappolo: di medio-grandi dimensioni, conico o piramidale, talvolta alato
  • Acino: piccolo, ovoidale, buccia spessa, nera, pruinosa, polpa incolore e sapore neutro
  • Vite: vigorosa, adatta alla potatura corta (alberello), resa abbondante; sensibile a stress tessili (caldo/umidità) che possono causare spaccature del grappolo

Sfide e adattamenti

  • Rischio di disseccamento del rachide con caldo estremo (> 40 °C).
  • Sensibile all’eccessiva pioggia estiva, che può provocare marciume se gli acini spaccano
  • In annate normali, la sana maturazione garantisce ricchezza zuccherina e struttura tannica, ideale per vini longevi

Territorio e denominazioni

Origine storica

Le origini del Cagnulari non sono certe. Alcuni punterebbero a un’introduzione spagnola (periodo aragonese), altri ad antiche radici locali. La mancanza di descrizioni ampelografiche antiche rinforza la sua aura di vitigno raro e autoctono.

Area di diffusione

Oltre a Usini, il Cagnulari trova espressione anche nei comuni limitrofi: Ossi, Tissi, Uri, Ittiri, Alghero; piccole viti esistono sporadicamente in Gallura (chiamato “Caldareddu”), Selargius (falso Barbera).

Caratteristiche organolettiche

  • Colore: dal rosso rubino brillante al granato, spesso intenso quasi violaceo 
  • Profumo: spazia da frutta rossa fresca (ciliegia, lampone) a note speziate di pepe nero e muschio, e poi evolve verso sentori di frutta matura, prugna secca e mineralità con l’invecchiamento .
  • Gusto: secco, caldo e morbido, con una freschezza piacevole, tannini rotondi, struttura robusta ma armonica e finale sapido .
  • Gradazione alcolica: generalmente tra 13 % e 16 %, grazie alla buona maturazione e alla ricchezza zuccherina dell’uva .

Abbinamenti e consigli di degustazione

I Cagnulari giovani, fragranti e fruttati, accompagnano carni rosse grigliate, arrosti, selvaggina e formaggi semistagionati. Quelli più invecchiati, con note speziate e tannini più maturi, prediligono tagli di carne strutturati, stufati, funghi e formaggi stagionati.

Servire idealmente tra i 16 °C e 18 °C, preferibilmente in calici ampi che esaltino gli aromi, con una breve ossigenazione.

Conclusione: il valore del Cagnulari

Il Cagnulari è l’emblema di una rinascita enologica nel Coros: un vitigno autoctono, difficile da vivere, capace di rivelarsi un capolavoro vitivinicolo se trattato con cura, rispetto e passione. Non è solo un vino: racconta la storia, la terra, il lavoro, il coraggio di chi ha creduto nelle proprie origini. Oggi il Cagnulari è un invito: scoprirlo significa scoprire il Coros, il cuore nord-occidentale della Sardegna, un territorio dove tradizione e innovazione si fondono nel calice.

Categoria :

Sapori del Coros

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