Tesori di pietra e fede nel Coros: un viaggio tra le chiese di Ittiri, Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Muros e Olmedo

Il cuore antico della Sardegna settentrionale, tra i dolci declivi del Coros, custodisce borghi che hanno plasmato storia, arte e religiosità. Visitare le chiese di Ittiri, Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Muros e Olmedo significa attraversare secoli di devozione, itinerari lontani, fedi vivide e architetture straordinarie, quasi come pagine di un grande manoscritto spirituale.

Ittiri – Nostra Signora di Coros & San Leonardo: luoghi di silenzio e presenza

A pochi chilometri dal centro, sull’altopiano di Sas Seas, la chiesa campestre di Nostra Signora di Coros testimonia il passaggio dei cistercensi in Sardegna. Costruita tra il XIII e XIV secolo, svela forme romanico‑gotiche – archi acuti, muri spogli, eleganti conci squadrati – e un’austera fascia monumentale. Questo antico santuario era connesso all’abbazia di Paulis e rispecchia la sintesi tra l’approccio rurale medievale e l’espressività gotica incipiente.

Ciò che rende Coros così suggestiva è la combinazione tra la monumentalità dei dettagli – come l’arco a bugne rinnovato nel restauro del 1981 – e la semplicità di un luogo inserito nella campagna, ancora vivo nel calendario religioso con la festa dell’8 settembre. Passeggiare tra erbe spontanee e pietra dura, a volte illuminata da un raggio di sole, genera una sensazione di quiete sacra.

Poco distante, la chiesa di San Leonardo del Cuga si erge come un monumento alla cura della memoria. L’invaso artificiale avrebbe sommergendo l’edificio medievale: così è stato smontato, trasferito e ricomposto, mattone dopo mattone, a monte. La struttura Romanica con archetti ciechi, nicchie e monofore, visibili oggi in un contesto reso “nuovo” ma autentico, rende evidente l’amore per il patrimonio storico e per la memoria collettiva.

Cargeghe – Santa Maria di Contra & Santi Quirico e Giulitta: due volti della religiosità medievale

Tra oliveti e frutteti, la piccola chiesa campestre di Santa Maria di Contra è un puro gioiello del romanico sardo. Costruita nell’XI–XII secolo, preserva un profilo asciutto: facciata senza fronzoli, campanile a vela, portale monolitico, abside orientata e capriate in legno a vista. Le monofore sud e abside la illuminano modestamente, sufficiente a intravedere l’essenza della fede dei contadini medievali. Sulle sue mura campeggia anche una copia del dipinto raffigurante la Natività di Maria, dipinta con figure vestite in abito tradizionale locale, incorniciando perfettamente l’unione tra sacralità e identità popolare.

Nel centro, la parrocchiale di Quirico e Giulitta racconta invece un percorso storico più evoluto: dal romanico tardo al barocco, passando per interventi ottocenteschi. L’impianto attuale è seicentesco, custodito negli arredi e negli affreschi che risalgono tra XVI e XX secolo. Al suo interno troviamo una preziosa pala di Baccio Gorini e opere di Spada, mentre la statua ottocentesca dei santi martiri è rivestita con abiti da festa. L’equilibrio tra arte sacra, cronaca della pittura storica e l’architettura è vibrante.

Codrongianos – Saccargia & le chiese minori (ma non per importanza)

Basilica della Santissima Trinità di Saccargia

Nessun viaggio nel Coros sarebbe completo senza una visita alla Basilica di Saccargia, attrazione monumentale per eccellenza. Costruita e consacrata nel 1116 da costanti influenze pisane, risplende nel verde, in un alternarsi cromatico di pietra calcarea chiara e basalto nero. Con i suoi archetti pensili, colonne incise, mosaici e piatti ceramici, racconta stili romanico, lombardo, bizantino e islamico con fierezza.

All’interno, i celebri affreschi absidali – Ultima Cena, Crocifissione, Cristo Giudice – rappresentano una narrazione visiva che emoziona chiunque voglia ascoltare l’arte e la storia in forma pittorica. Fu oggetto di restauro nei primi del Novecento, quando si scoprì anche un ciclo iconografico completo e armonico. È un luogo spirituale e simbolico, un’architettura che segna lo spazio e il tempo, ma anche un centro vivo per eventi culturali e liturgici.

Chiesa di Santa Croce

Nel centro abitato c’è la Chiesa della Santa Croce, semplice ma intensa. Risalente al XIV secolo (forse), custodisce un’opera di Baccio Gorini, pittore la cui arte ha lasciato tracce in tutto il nord della Sardegna. L’interno sobrio con altare in marmo e due cappelle laterali è una tappa ideale per chi vuole capire l’evoluzione del patrimonio religioso locale.

Chiesa della Conversione di San Paolo

Infine, la chiesa di San Paolo, menzionata già dal 1225, è un elegante esempio di architettura a croce commissa, ristrutturata nel XVIII secolo. Volte, transetto, cappelle laterali e campanile ottagonale composito testimoniano una sperimentazione barocca sapiente e raffinata. Al suo interno conserva pale di notevole valore storico.

Florinas – Nostra Signora del Rosario & San Francesco D’Assisi: due anime barocche

La chiesetta di Nostra Signora del Rosario, all’ingresso del paese, sorprende con forme armoniose e portale architravato sostenuto da un rosone e frontone triangolare. All’interno, l’altare ligneo dorato – barocco nello stile – e la statua policroma della Madonna raccontano l’arte sacra conventuale costruita su commissione delle Confraternite del Seicento.

Non lontano, la chiesa di San Francesco d’Assisi – edificata nei primi anni del XVII secolo – combina elementi tardo romanici con interventi barocchi successivi. Le colonne tortili, il rosone e la sobria facciata dialogano con un interno modesto, ma dotato di nuovo altare in marmo e arredi del Novecento, che conservano comunque il fascino dell’epoca originale.

Muros – Santi Gavino Proto e Gianuario: spiritualità e devozione civica

Nel borgo di Muros risuona la devozione ai martiri turritani con la chiesa dei Santi Gavino Proto e Gianuario. Pur edificata tra Seicento e secolo successivo, conserva struttura barocca e decorate volte a crociera con elementi fitomorfi. Completa di cappelle laterali e sacrestia decorata a stucco, è lo specchio del fervore religioso di famiglie patrizie locali e del legame tra potere ecclesiastico e civico.

Olmedo – Nostra Signora di Tàlia: romanico autentico

Nel centro di Olmedo si erge la minuscola chiesa romanica di Nostra Signora di Tàlia, fondata tra il 1100 e il 1125 con forme pure del primo romanico insulare. Costruita in conci rustici di calcare e basaltici, conserva un impianto a tre navate e espressività sobria ma incisiva. La navata centrale lignea, le laterali voltate a botte e l’abside completano una visione armonica all’insegna della sobrietà sacra.

Conclusione: un itinerario spirituale e culturale nel Coros

Attraversare questi sei borghi significa immergersi in una narrazione che intreccia fede, storia e comunità. Queste chiese non sono solo monumenti; custodiscono cicli pittorici, tradizioni liturgiche, feste religiose ancora attive, archivi storici e sagre sacrali che ogni anno animano piazze e campagne.

Ogni tappa offre un’esperienza emozionale: dalla semplicità contemplativa della chiesa campestre di Santa Maria di Contra allo splendore pittorico di Saccargia, passando per strutture restaurate o spogliate da budget ma regenerate dall’amore dei paesi. Per il visitatore curioso e sensibile, questo percorso diventa un cammino interiore che attraversa la spiritualità autentica del Coros, la sua identità e la vocazione storica di un territorio spesso narrato solo per panorami o archeologia.

Categoria :

Storia e Spiritualità

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