Intagliato nella roccia calcarea a mezza costa su un pendio rivolto verso est–sud-est, si erge l’imponente Ipogeo di Sas Puntas, uno dei più significativi esempi di tomba ipogeica a prospetto architettonico in Sardegna.
La facciata si compone di un ampio arco (esedra inferiore di circa 9,5 m), al centro del quale spicca una stele centinata emergente, ornata con cornice a lunetta e fasce orizzontali – elementi caratteristici delle tombe dei giganti. L’entrata, oggi rimaneggiata, è incorniciata da due gradini che fungono da sedili – la parte inferiore dell’esedra risulta inoltre sopraelevata di circa 1,7‑2 m rispetto al terreno attuale.
Oltre il piccolo portello si accede a un corridoio lungo circa 0,75 m, che conduce a una cella ovale (3,25 × 2,25 m) con soffitto concavo e due nicchie laterali rialzate. Sul pavimento è visibile una cuppella e una seconda fossetta dotata di canaletta, probabile sistema per il deflusso dell’acqua.
Sopra l’arco è stata ricavata un’esedra superiore, con tumulo centrale e tracce dei fori dei betili sacri – simboli magico‑rituali – ai lati della stele. Entrambe le esedre contengono incavi quadrangolari, probabilmente vasche per la raccolta delle acque piovane.
La tecnica costruttiva e l’uso della pietra localmente reperita ne fanno un ottimo esempio di continuità della tradizione funeraria ipogeica nel Bronzo Medio, evidente già dagli anni Sessanta della ricerca archeologica. Studi di contorni strutturali ed estetici (Castaldi, Contu) ricordano la peculiare modalità con cui questa tomba riproduce la forma della tomba di giganti all’interno dell’ipogeo.
Come raggiungerlo
Secondo le indicazioni ufficiali e locali, è accessibile gratuitamente. Dal Centro di Documentazione di Tissi (ex mattatoio), si percorrono 50 m verso Sassari, poi si svolta a destra; dopo circa 200 m si trovano indicazioni che guidano a una scalinata e un percorso lastricato che conducono direttamente all’ipogeo.