Nascosto tra dolci pendii calcarei, il territorio di Florinas custodisce un sorprendente patrimonio prenuragico: oltre una decina di domus de janas, tombe scavate nella roccia risalenti al Neolitico finale e all’Età del Rame (circa 3200–2800 a.C.). Queste piccole “case delle fate”, come le immaginavano le antiche leggende popolari, si presentano singolarmente oppure in gruppi sparsi tra i macigni, raccontando millenni di storia.
Tra i siti più importanti si annovera la Domus di Sa Rocca ’e Su Lampu, posta in posizione elevata su un tavolato che domina la valle, con un prospetto architettonico scolpito nella roccia: presenta una stele alta circa 2,6 m, un’esedra semicircolare e nicchie votive che testimoniano raffinati rituali funerari. All’interno dei tumuli, i soffitti scolpiti spesso imitano strutture a capanna o tetto spiovente, con travi, lesene e porte dipinte o a rilievo — un modellato simbolico del mondo dei vivi.
Il complesso di Pedras Serradas, poco distante, comprende altre cinque ipogei con anticelle e camere principali, inseriti nell’ambito di una necropoli raccolta sulla collina. Questi ambienti rivelano una cura architettonica notevole, con spazi pensati per rituali funerari e segni di ritualità domestica, come nicchie per offerte e simboli gestuali.