Chiesa di Santa Vittoria

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Lungo via Columbari, si erge la Chiesa di Santa Vittoria, consacrata alla martire cristiana, con origini antiche datate alla fine del XII secolo. L’edificio, di impianto romanico, ha preservato alcuni elementi originali ma ha subito significative modifiche nei secoli successivi: nel XIV secolo ha acquisito caratteri gotici, mentre nel XVII è stato interessato da rifacimenti e restauri successivi.

La facciata, sobria e scandita da una lesena centrale, si apre con un portale cuspidato che richiama la vicina parrocchiale di San Bartolomeo. Sopra, una finestra rettangolare illumina l’interno, mentre a chiudere un piccolo cornicione sormontato da una croce ottocentesca. La muratura è realizzata in blocco di calcare locale, con pavimentazione in lastroni marmorei e copertura lignea, secondo un classico stile romanico.

All’interno, a pianta unica, manca l’altare maggiore originale, il pulpito, gli altari laterali e buona parte della cantoria, elementi probabilmente asportati durante i restauri degli anni ’70. Tradizionalmente, la chiesa accoglieva due confraternite con patroni locali, Santa Lucia e San Giovanni Battista, oggi i loro simulacri sono conservati nella parrocchiale principale.

Situata su un crinale che collega antichi percorsi romani, bizantini e medievali, la chiesa fungeva da segnavia per i pellegrini diretti verso Sassari o Ploaghe. Oggi, grazie alla sua accessibilità (ingresso e parcheggio adeguati), è inclusa negli itinerari del circuito Monumenti Aperti, con visite guidate disponibili la domenica mattina e pomeriggio.

Visitare la Chiesa di Santa Vittoria significa immergersi in quasi quattrocento anni di storia architettonica, sperimentare un luogo sacro che mantiene intatta la sua essenza romanica e cogliere il rapporto antico tra fede, arte e pellegrinaggio in Sardegna.