Nel centro storico di Usini, lungo Via Armando Diaz, si erge la chiesa di Santa Croce – chiamata anche Santa Maria de S’Ena Frisca –, uno dei principali esempi di architettura romanica del paese e tappa fondamentale dell’itinerario romanico della Sardegna nord-occidentale.
La sua origine romanica risale al XII–XIII secolo, come attestano i Condaghi di San Pietro di Silki (1135) e un’iscrizione incisa su un concio datata 1150. Edificata originariamente come aula mononavata con abside, fu trasformata nel corso dei secoli: furono aperte cappelle laterali, aggiunta una sacrestia e innalzato il campanile in epoca post-medievale.
Architettura esterna: la facciata mostra una linea essenziale e sobria con i tipici archetti pensili a sesto acuto su peducci sagomati, sostenuti da lesene angolari e collegati da cornici sotto il timpano triangolare . Il portale architravato, incorniciato da stipiti sagomati e sovrastato da un arco a tutto sesto, conserva ancora forme romaniche. Il campanile, a canna quadrata con cella e cupola, si erge accanto al presbiterio, conferendo al complesso un profilo verticale marcato.
Interni: nonostante le modifiche, l’aula mononavata conserva la volta a botte, mentre la zona presbiteriale presenta un forte slancio verticale. L’interno ospita arredi sacri e stemmi, tra cui un altare barocco proveniente dagli oratori usinesi .
La chiesa di Santa Croce è il cuore della festa di San Giorgio, che si celebra ogni 1° maggio a Usini. Da questo luogo parte e a questo ritorna il corteo che si dirige verso la chiesa campestre di San Giorgio di Oleastreto, segnando l’inizio e la conclusione di una giornata ricca di riti comunitari e devozione