Chiesa di nostra Signora di Paulis

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Nel paesaggio rurale tra Uri e Ittiri, immersa tra colline e residuali macchie palustri, sorge la chiesa campestre di Nostra Signora di Paulis, un luogo di culto caro alla comunità locale, erede dell’antica abbazia cistercense di Paulis. Questo edificio incarna il dialogo tra natura, tradizione religiosa e memoria storica.

Fondata nel 1205 dai monaci cistercensi su una donazione del giudice di Torres Comita II, la chiesa – parte dell’abbazia di Santa Maria di Paulis – fu costruita lungo una strada romana, poi detta “s’istrada de sos Padres”, che la collegava ad altre comunità cistercensi nell’agro tra Uri e Ittiri. Il nome “Paulis”, derivante da paludis, indica proprio lo stato paludoso del sito bonificato dai monaci.

Originariamente monumento monastico complesso – dotato di tre navate, transetto, chiostro e ambienti conventuali – l’abbazia fu attiva fino al XV secolo, quando fu abbandonata a seguito di eventi storici devastanti. Oggi ne restano suggestivi ruderi in pietra calcarea, recentemente sottoposti a interventi di consolidamento e recupero.

Pur ridotta allo stato di rudere, la chiesa continua a vivere come luogo di devozione popolare. Ogni 21 maggio, e in una seconda data variabile in primavera, viene celebrata la Madonna di Paulis, con una festa che richiama pellegrini e fedeli da Uri e Ittiri: la celebrazione comprende messe solenni nella struttura, processioni nella campagna circostante e momenti di socialità con pranzo comunitario, musica e mercatini.

La devozione verso la Madonna di Paulis è perseguita anche nel centro di Uri, dove nel 1991‑96 è stata edificata una nuova chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna di Paulis, progettata dall’architetto Mura e donata alla comunità dal parroco Don Pietrino Castagna; l’interno custodisce una statua seicentesca della Vergine, legata alla tradizione locale