Nel cuore del centro storico di Uri, in Piazza Vittorio Veneto (anche nota come Carrela ’e Cheia), sorge la chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Pazienza, uno degli edifici religiosi più significativi del paese. Inserita in un contesto urbano compatto, la chiesa rappresenta un punto di riferimento architettonico e spirituale per la comunità locale.
L’edificio fu costruito intorno al XVI secolo, originariamente dedicato a Santa Maria, come attestato nei documenti ecclesiastici che richiamano la Condaghe di San Pietro di Silki. Solo alla fine del XVII secolo assunse il raro titolo di Nostra Signora della Pazienza, in ricordo dell’immagine della Pietà custodita sull’altare maggiore.
La struttura mostra segni evidenti di trasformazioni: l’impianto tardo‑romanico della facciata, con blocchi di trachite locale, archetti ciechi e lesene fu rinnovato fra XVIII e XIX secolo. Il campanile, di origine secolare, è caratterizzato da una pianta quadrangolare con copertura a cupola, crollata nel 1917 durante una tromba d’aria.
L’interno, articolato su una navata unica con abside e sei cappelle laterali, conserva un pavimento in lastre di marmo grigio, marmi policromi alle pareti e quattro cripte sotterranee utilizzate fino all’Ottocento. Gli altari laterali, ristrutturati in stile barocco, accolgono devozioni a figure sacre come la Madonna di Paulis, il Crocifisso e Sant’Antonio.
Uno dei punti di maggior interesse storico-artistico è la presenza di una statua della Pietà sull’altare maggiore e la lapide del rettore Antonio Maria Figoni Ligios, zio del canonico Spano.
La chiesa è al centro della festa patronale in onore della Madonna della Pazienza, celebrata il 12 e 13 settembre: la novena anticipa la festa, seguita dalla Messa solenne, processione per le vie del paese e momenti comunitari animati da confraternite, cavalieri e cittadini in abito tradizionale