Nel cuore del centro storico, in via Venerabile Elisabetta Sanna, si trova la piccola abitazione contadina dove, il 23 aprile 1788, nacque Elisabetta Sanna, oggi beata e fra le figure spirituali più amate del nord-Sardegna. La casa – un modesto edificio in pietra calcarea a due livelli, con tetto in canne e travi di ginepro – è stata restaurata e trasformata in luogo di memoria e preghiera. Al piano superiore si conserva l’originaria cucina con il focolare centrale, mentre al piano seminterrato, scavato nella roccia, è stato allestito un oratorio ipogeo che accoglie un piccolo altare e reliquie legate alla beata.
Colpita dal vaiolo a pochi mesi di vita, Elisabetta visse con una grave disabilità agli arti superiori che non le impedì di sposarsi, allevare sette figli e dedicarsi ai poveri. Rimasta vedova, intraprese un pellegrinaggio che la condusse a Roma, dove divenne collaboratrice di san Vincenzo Pallotti e guida spirituale per centinaia di fedeli. Morì il 17 febbraio 1857 e fu beatificata il 17 settembre 2016 nella vicina basilica di Saccargia.
Ogni anno, il 23 aprile (anniversario della nascita) e il 17 febbraio (dies natalis) la casa ospita veglie e celebrazioni; nel 2023 il borgo ha festeggiato i 235 anni dalla nascita con mostre di medaglie devozionali e visite guidate gratuite.
Perché visitarla
La Casa natale della Beata Elisabetta Sanna offre uno sguardo autentico sulla vita rurale fra XVIII e XIX secolo e sulla profonda spiritualità popolare sarda. Un luogo intimo dove storia, fede e quotidianità si intrecciano, ideale da abbinare alla vicina basilica della Santissima Trinità di Saccargia per un itinerario completo tra arte romanica e santità moderna.