Il Rio Mascari: un tesoro naturalistico tra Usini e Sassari

Il Rio Mascari, lungo circa 28 chilometri, è uno dei corsi d’acqua più caratteristici della Sardegna nord-occidentale. Nasce dal monte Santa Giulia, dove è noto come rio Buredda, e scorre sinuoso fino a congiungersi con il Rio Mannu, a ovest di Sassari. Ha un ruolo più profondo di quanto possa sembrare a prima vista: taglia il territorio tra Usini e Sassari, trasformandosi in un confine naturale, fonte di vita e habitat per molte specie. Lungo il suo percorso, passa accanto a monumenti rilevanti come la chiesa della SS. Trinità di Saccargia, sfiora il Monte Fenosu e lambisce persino la zona industriale di Sassari, fungendo da chiave ambientale tra paesaggi rurali e antropizzati.

Un percorso che intreccia storia e natura

Il tratto montano vicino alla sorgente è scandito da forre e ruscelli; qui, la macchia mediterranea è ricca, con lecci, corbezzoli e boschi di querce. Proseguendo, il fiume lambisce insediamenti storici e strade principali, tra cui la Statale 131 Carlo Felice, e riceve l’apporto delle acque del Rio Bunnari. Prima della sua confluenza nel Rio Mannu, passa vicino alla chiesa di San Giorgio di Oleastreto, un luogo suggestivo che racconta del legame tra sacro e ambiente. Questo tratto evidenzia l’importanza sociale, economica e storica del Mascari nella vita delle comunità che sorgono lungo le sue sponde.

Ambiente vegetale: passaggi tra steppe, macchia e pioppeti

L’habitat circostante varia continuamente, rendendo il corso d’acqua un mosaico naturalistico di grande valore.All’inizio del suo corso, il Mascari corre tra praterie aride e steppe spinose, dove il terreno si ricopre di mirti, corbezzoli e lentischi, in un clima che alterna siccità estiva a piogge invernali. Verso valle, il panorama cambia radicalmente: emergono boschi planiziali con pioppi, ontani, tamerici e salici, piante che amano il terreno umido, mentre negli spazi aperti si trovano olmi e querceti. Accanto, aree a pascolo e zone antropizzate dimostrano come uomo e natura convivano in questo territorio, spesso valorizzandosi a vicenda.

Biodiversità acquatica: un ecosistema vivo

Tra i motivi per cui il Rio Mascari merita attenzione, c’è la sua fauna acquatica, ricca e variegata. Nel corso d’acqua convivono anguille, carpe, orate e branzini, quest’ultimi presenti non solo in mare ma anche nelle acque più lente e salmastre verso valle. Accanto a questi, la vita microbica include organismi come chiromonodi e gasteropodi, fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema. La pesca lungo il Mascari è apprezzata anche da pescatori sportivi, che possono sperimentare abboccamenti differenti a seconda del tratto e della stagione.

Fauna terrestre: ospiti della natura lungo le sponde

Il fiume è un magnete per molte specie animali, sia acquatiche sia terrestri. Il Mascari affascina gli amanti del birdwatching grazie alla presenza di aironi bianchi, germani reali, folaghe, picchi rossi, cardellini, poiane e gheppi, che trovano cibo e riparo sui rami e nei prati adiacenti. Sui massi e vicino alle brezze d’acqua si nascondono gechi e lucertole, mentre nei pressi delle zone più dense di vegetazione emergono cinghiali, conigli selvatici, rospi smeraldini e occasionalmente gatti selvatici, animali che testimoniano la ricchezza ecologica del corso d’acqua e dei suoi dintorni.

Il Rio Mascari oggi: un luogo tra natura e antropizzazione

Il Mascari è più di un fiume selvaggio: è un crocevia di ambienti diversi e di utilizzi umani. Divide il territorio tra Usini e Sassari, ma allo stesso tempo unisce. Nei pressi della zona industriale e della SS 131, le sue sponde ospitano infrastrutture, ma anche aree tutelate e sentieri rurali. È luogo di svago, cammino, pesca, osservazione e a tratti di spiritualità, grazie alla vicinanza di edifici storici come Saccargia. Rappresenta un esempio di ambiente antropizzato che si conserva, un equilibrio tra utilizzo umano e conservazione.

Itinerari e attività: come scoprire il Rio Mascari

Per godere al meglio del fiume, ecco alcune attività da fare lungo le sue rive.

Trekking, birdwatching e pesca sportiva

  • Trekking: partendo da Saccargia, si può seguire il corso fino ai pioppeti, scoprendo scorci naturali e architettonici, intervallati da sosta nei pressi di Oleastreto.
  • Birdwatching: porta con te il binocolo per avvistare aironi, germani e rapaci nelle prime ore del mattino.
  • Pesca sportiva: ideale nei tratti con acque lente o vicino alla foce. Rispettare regolamenti locali per la pesca sostenibile e il rispetto del fiume.
  • Fotografia naturalistica: le giornate serene offrono luce perfetta per fotografare la fauna, la flora e i riflessi del fiume.

Conservazione e sfide future

Il Rio Mascari è un bene da tutelare, e percorrere il suo corso significa anche sensibilizzarsi sui temi ambientali. Essendo parzialmente attraversato da zone antropizzate, la qualità dell’acqua è un aspetto critico. Serve vigilanza e progetti di rewilding per conservare habitat e specie. L’educazione ambientale, la pulizia delle aree fluviali e le collaborazioni tra associazioni, cittadini e istituzioni sono strumenti utili per garantire un futuro al fiume. Iniziative locali potrebbero promuovere un’economia green legata al Mascari, fondata su turismo sostenibile, eventi e collaborazioni ambientali.

Conclusione: un patrimonio da valorizzare

Il Rio Mascari è una perla del Coros, attraversato da trame naturali, storiche e umane. Collega Usini e Sassari, accoglie creature acquatiche e terrestri, e offre attività per tutti, dai camminatori ai curiosi. Proteggerlo significa custodire un patrimonio che racchiude biodiversità, cultura e bellezza. Valorizzarlo significa offrirlo alle generazioni future come spazio da vivere, comprendere e rispettare.

Categoria :

Natura e Percorsi

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