I Candelieri di Ploaghe: la festa che unisce sacro e profano nel Coros

I Candelieri di Ploaghe: una tradizione unica in Sardegna

Nel cuore del Coros, Ploaghe custodisce una delle tradizioni religiose più antiche e suggestive della Sardegna: la festa dei Candelieri. Questo evento, unico per la sua doppia celebrazione nel giorno del Corpus Domini e il 15 agosto, intreccia sacro e profano in un rito collettivo carico di storia e significato. Qui, la comunità si riunisce per celebrare i suoi due candelieri, quello dei Massai e quello dei Pastori, portati in processione tra canti, balli e riti religiosi. Un appuntamento che incarna lo spirito del paese, il legame con la fede e l’identità culturale che si tramanda da secoli. Partecipare alla festa dei Candelieri di Ploaghe significa immergersi in un mondo autentico, fatto di gesti antichi, simboli potenti e un profondo senso di appartenenza.

Origini e simbolismo dei Candelieri

A Ploaghe, la tradizione dei Candelieri affonda le radici in epoche remote. I primi riferimenti documentati risalgono al 1580, quando il Comune e l’Autorità Ecclesiastica stipularono un voto ufficiale che coinvolgeva le due principali corporazioni del paese, Massai e Pastori, incaricate di organizzare e sostenere la festa in onore della Vergine Assunta. Da allora, i Candelieri sono diventati un simbolo identitario, espressione tangibile della fede e dell’organizzazione sociale locale.

Caratteristica unica di questa celebrazione è la doppia uscita dei due Candelieri: uno nel giorno del Corpus Domini, l’altro il 15 agosto. Ogni struttura è composta da un piedistallo ligneo e un cilindro decorato con immagini sacre, culminante con i simulacri di Gesù Bambino (per i Massai) e San Pietro, patrono di Ploaghe (per i Pastori). Le decorazioni, realizzate con rose di carta e bandiere dai colori distintivi, rappresentano la vitalità e la ricchezza spirituale della comunità.

Durante la processione, i due candelieri attraversano il paese compiendo dodici fermate. È il candeliere di San Pietro a guidare la fila fino all’undicesima, mentre nella dodicesima cede il passo a quello di Gesù Bambino, che entra per primo in chiesa, segnando il momento più solenne e simbolico della cerimonia.

Il paese di Ploaghe: cuore della tradizione

Ploaghe è un piccolo gioiello incastonato tra le dolci colline del Logudoro, nell’entroterra nord-occidentale della Sardegna. Questo borgo, con poco più di 4.500 abitanti, vanta una storia antica e composita, che si respira camminando lungo le sue vie, tra edifici religiosi e testimonianze rurali. Anticamente sede di curatoria durante il periodo giudicale (XI–XII secolo), Ploaghe conserva ancora oggi un’atmosfera intima, fatta di pietra e memoria, ma anche di partecipazione collettiva e cultura popolare.

Una storia di fede e spiritualità

Al centro del paese spicca la chiesa di San Pietro Apostolo, ex cattedrale e cuore liturgico della comunità, in cui si riflettono stili architettonici diversi: dal romanico, al barocco, fino agli interventi più recenti. La struttura è espressione della lunga tradizione ecclesiastica di Ploaghe, che tra XII e XVIII secolo ha visto la nascita di numerosi oratori, chiese campestri e santuari. Tra questi, particolarmente suggestivo è l’oratorio di Sant’Antonio da Padova, immerso nella campagna, e le cappelle dedicate sono ancora teatro di processioni e momenti di raccoglimento, soprattutto in estate.

Patrimonio rurale e archeologico

Ma Ploaghe è anche un luogo dove la storia si mescola con la ruralità e le antiche radici del territorio. Il paesaggio circostante è punteggiato di siti nuragici, tra cui il nuraghe Don Micheli, eretto in epoca bronzea, e la misteriosa tomba di Giganti di Fiorosu, che racconta rituali funerari antichissimi. Accanto a queste, vi è la suggestiva fonte sacra di Frades Mareos, una costruzione rituale circoscritta da blocchi di pietra trachitica, con un lastricato che guida all’interno della cisterna. Questi elementi archeologici costituiscono un patrimonio spesso poco visibile, ma dall’inestimabile valore storico, testimoni di una civiltà che viveva in simbiosi con la natura circostante.

Un luogo strategico da cui partire

La posizione di Ploaghe è ideale anche come base per esplorare il Coros. Da qui, a breve distanza in auto o con escursioni in bicicletta, si raggiungono altre mete significative come Tempio Pausania, Alghero o i panorami carsici di Monte Bardia. Chi sceglie di soggiornare in paese ha la possibilità di coniugare la visita delle manifestazioni con un’esperienza di scoperta territoriale: tra la contemplazione del paesaggio, il silenzio medievale e l’accoglienza autentica.

Come arrivare a Ploaghe

Ploaghe è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici, rendendolo una tappa ideale per chi visita il nord-ovest della Sardegna. Il paese dista circa 25 chilometri da Sassari e 45 da Alghero. Per chi arriva in auto, la Strada Statale 131 è la via principale: da Sassari si imbocca la direzione sud e, dopo circa 15 minuti, si segue l’uscita per Ploaghe. Chi atterra all’aeroporto di Alghero può arrivare in meno di un’ora, attraversando panorami collinari tipici del Logudoro. Inoltre, Ploaghe è servito anche dalla ferrovia regionale e da linee di autobus, che collegano il paese a Sassari, Ozieri e altri centri limitrofi, soprattutto durante gli eventi più importanti.

Conclusione: un patrimonio vivo tra fede e identità

La festa dei Candelieri di Ploaghe è molto più di una semplice celebrazione religiosa. È un’espressione collettiva di appartenenza, memoria e tradizione, capace di coinvolgere tutta la comunità e affascinare i visitatori con i suoi simboli, riti e colori. In questo borgo del Coros, il sacro e il profano si incontrano in un dialogo antico che continua a rinnovarsi ogni anno, testimoniando l’autenticità di un patrimonio immateriale che unisce storia, fede e orgoglio identitario.

Categoria :

Storia e Spiritualità

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