Un territorio da riscoprire
Nel cuore del Logudoro settentrionale, tra Sassari e Alghero, si estende una terra ricca di storia, paesaggi e tradizioni: il Coros. Questo territorio prende il nome da un’antica regione storica e culturale della Sardegna, oggi rappresentata da 12 comuni che ne mantengono vive le radici.
Ogni borgo del Coros ha una sua identità precisa, ma insieme formano un tessuto coerente, fatto di collaborazione, autenticità e sviluppo locale condiviso. Visitare questi paesi significa scoprire una Sardegna lontana dal turismo di massa, fatta di volti, profumi e panorami che cambiano da collina a collina.
In questa guida completa ti accompagneremo alla scoperta di ciascuno dei 12 comuni del Coros, per raccontarti non solo cosa vedere, ma anche cosa rende ogni luogo unico. Pronto per un viaggio dentro il cuore autentico della Sardegna?
I 12 comuni del Coros: identità e unicità
Cargeghe
Situato a 340 metri d’altitudine sulle pendici del Pizzo ‘e Adde, Cargeghe domina la vallata di Campomela con i suoi scorci pittoreschi e un patrimonio culturale sorprendente. Il borgo, a soli 15 km da Sassari, custodisce chiese storiche, residenze nobiliari e un’eredità archeologica che risale al Neolitico.
Nel centro storico spicca la chiesa parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta, gioiello tardogotico del XV-XVI secolo, con opere d’arte di rilievo come La Sacra Famiglia del manierista Baccio Gorino e affreschi del tardo Rinascimento. Poco distante, l’oratorio di Santa Croce e la casa parrocchiale – un tempo proprietà del Duca dell’Asinara – offrono ulteriori spunti per un’immersione nel passato.
Nel cuore della campagna, la suggestiva chiesa romanica di Santa Maria di Contra, tra uliveti e silenzio, ricorda l’antico passaggio dei monaci benedettini e camaldolesi. Ma il vero tesoro di Cargeghe è nel sottosuolo: le domus de Janas di Pescialzu e la necropoli di S’Elighe Entosu, con incisioni e motivi a spirale, testimoniano la profonda spiritualità delle civiltà prenuragiche. Completano l’esperienza un tratto ben conservato di strada romana del II secolo a.C., visitabile anche di notte grazie a un suggestivo impianto d’illuminazione.
Codrongianos
A circa 20 chilometri a sud di Sassari, adagiato sui colli del Logudoro, Codrongianos è un borgo ricco di fascino e spiritualità. Con i suoi 1300 abitanti e un’altitudine di 300 metri, questo centro conserva testimonianze che spaziano dall’epoca nuragica fino al medioevo. Nel territorio si contano oltre 60 nuraghi, tra cui spicca il Nuraghe Nieddu, realizzato con blocchi di basalto scuro, che si staglia su una piccola altura con i suoi 11 metri di altezza e una cupola a tholos ancora intatta.
Il borgo, le cui origini risalgono all’epoca romana, sorge nei pressi dell’antico castrum Gordianus, costruito lungo la strada imperiale che collegava Cagliari a Porto Torres. Codrongianos si sviluppa attorno a due nuclei storici: Cotronianu e josso, con la chiesa romanica di Santa Croce del XIII secolo, e Cotronianu e susu, dove si trova il centro storico e la chiesa parrocchiale di San Paolo del XII secolo, arricchita da dipinti del Seicento.
Ma è appena fuori dal paese che si cela il vero gioiello: la basilica della Santissima Trinità di Saccargia, uno dei simboli della Sardegna. Costruita dai monaci camaldolesi nel XII secolo, si distingue per la sua architettura bicromatica in calcare e basalto, il suo campanile slanciato e un ciclo di affreschi interni che incantano ogni visitatore.
Florinas
Adagiata nella valle di Codrongianos, Florinas è un piccolo borgo di 1500 abitanti, a soli 20 km da Sassari. Il nome, legato al latino Figulinas, richiama un passato artigianale nella lavorazione della ceramica. Oggi, il celebre Figulinas Festival, evento folkloristico internazionale, anima il paese ogni agosto.
Florinas è un vero e proprio museo a cielo aperto: oltre 30 nuraghi, una tomba di Giganti, domus de Janas e necropoli romane ne testimoniano la lunga storia. Crocevia tra nord e sud dell’Isola, il suo territorio è ricco di fascino per appassionati di storia e archeologia.
Ittiri
Antico centro del nord-ovest della Sardegna, Ittiri si trova a metà strada tra Sassari e Alghero, immerso in un paesaggio collinare punteggiato da uliveti, vigneti e laghi come il Bidighinzu e il Temo. A 450 metri d’altitudine, ospita quasi 9000 abitanti e vanta una storia millenaria: le sue origini risalgono ai Coracenes, popolazione nuragica citata da Tolomeo nel II secolo d.C.
Il borgo conserva preziosi monumenti religiosi come la chiesa di San Pietro in Vincoli e le abbazie cistercensi di Paulis e Nostra Signora di Coros, simboli della sua profonda spiritualità. Il centro storico, abbellito da trachite rossa, ospita eleganti palazzi liberty e fa da cornice alla biennale della trachite, rassegna scultorea unica nel suo genere.
La vocazione agricola si riflette nella produzione di carciofi, olio, formaggi e vini, mentre il lato artistico vive tutto l’anno grazie a eventi come “Prendas de Ittiri” e la celebre Ittiri Folk Festa, festival internazionale di danza popolare. Parte del parco letterario Grazia Deledda, Ittiri è anche un vero parco archeologico a cielo aperto, con oltre 60 nuraghi, dolmen, domus de Janas, pozzi sacri e il ben conservato nuraghe Majore, autentiche testimonianze dell’evoluzione nuragica nel territorio.
Muros
A meno di 15 km da Sassari, Muros è un piccolo borgo immerso in un paesaggio variegato: boschi di querce, leccete, sugherete e il rio Mascari che solca vallate rigogliose. Il centro, di origine medievale, conserva la chiesa dei Santi Gavino, Proto e Gianuario e tracce dell’antico insediamento di Irbosa.
Il paese è noto per i suoi dolci tradizionali e per un territorio che racconta oltre 6000 anni di storia: dalle domus de Janas del monte Terras e la grotta dell’Inferno, fino ai nuraghi Turrìcula e alla tomba di Giganti di monte Simeone. Nel Novecento visse un’intensa stagione industriale con la cementeria di Scala di Giocca. Un borgo che unisce memoria, archeologia e natura incontaminata.
Olmedo
A pochi chilometri da Alghero e Sassari, Olmedo si estende nella fertile pianura della Nurra, tra rocce calcaree e vulcaniche. Con i suoi oltre 4000 abitanti, è un centro vivace noto per le sue tradizioni agricole, la panificazione cerimoniale e il ricco patrimonio archeologico. Tra le specialità locali spiccano formaggi come il pecorino e la ricotta mustia, oltre al celebre carciofo spinoso.
Il borgo custodisce la bellissima chiesa romanica di Nostra Signora di Talia, affiancata da eleganti dimore storiche. Il sottosuolo racconta una storia millenaria: dalla necropoli di Santu Pedru al maestoso complesso di Monte Baranta, insediamento fortificato prenuragico con torre, muraglia e area sacra. Numerosi i nuraghi, tra cui Talia, Ortolu e Mannu, legati anche a epoca romana, come dimostra un vicino impianto termale.
Un territorio che unisce memoria, arte e natura, con una forte identità locale, celebrata durante eventi come Olmedo Produce e la suggestiva mostra del pane.
Ossi
A soli 12 km da Sassari, Ossi sorge su un’altura circondata da colline, vallate e affioramenti rocciosi. Conta quasi 6000 abitanti e mantiene vivo l’uso della lingua logudorese, le tradizioni popolari e una forte identità agricola, legata a oliveti e vigneti. Il cuore religioso è la chiesa di San Bartolomeo (XVII secolo), che ospita ogni agosto una sentita processione in abiti tradizionali. Completano il patrimonio storico la chiesa di Santa Vittoria e il museo etnografico, allestito nel seicentesco palazzo baronale.
Il territorio è una miniera di archeologia: su tutte spicca Mesu ‘e Montes, necropoli con 18 domus de Janas scavate nella roccia e decorate con elementi architettonici e simbolici. Altri siti includono Noeddale, s’Isterridolzu e Littos Longos, oltre alla tomba megalitica di Ena ‘e Muros. Di età nuragica sono invece i numerosi nuraghi e il suggestivo villaggio di Sa Mandra ‘e sa Giua, con la celebre “casa del pane”. Un borgo dove memoria e natura convivono armoniosamente.
Ploaghe
A 25 km da Sassari, adagiata sulle pendici del monte San Matteo, sorge Ploaghe, borgo del Logudoro noto per l’elevata concentrazione di chiese storiche e siti archeologici. Con poco meno di 5.000 abitanti, è stata sede vescovile dal 1090 al 1503. Il centro storico custodisce veri tesori: l’ex cattedrale di San Pietro Apostolo, gli oratori di Santa Croce e del Rosario, la Quadreria Spano (26 opere dal XIV al XIX secolo), e un cimitero monumentale con epigrafi in logudorese, il primo dell’Isola dopo l’editto di Saint Cloud.
Tra gli eventi religiosi più sentiti ci sono la Settimana Santa, la festa di San Pietro e la sagra della pecora a Ferragosto. Nei dintorni, il complesso abbaziale di San Michele di Salvennor, costruito a fine XI secolo, ricorda l’arte romanica bicroma della vicina Saccargia. Ma il vero patrimonio è nel sottosuolo: oltre 70 siti nuragici. Imperdibili il nuraghe Don Micheli, la tomba di Giganti di Fiorosu e la fonte sacra di Frades Mareos, testimoni di un’antica civiltà radicata nel territorio.
Putifigari
Piccolo centro di poco più di 700 abitanti, situato su un colle a 15 km da Alghero, Putifigari si distingue per le sue tradizioni agropastorali, i vigneti di Cannonau e un paesaggio articolato con viste sul promontorio di Capo Caccia. Ma è la sua necropoli di Monte Siseri a renderlo davvero unico: datata tra il Neolitico recente e l’Eneolitico (3200–2600 a.C.), ospita quattro domus de Janas, tra cui spicca la celebre “S’Incantu”, con raffinati decori architettonici e dipinti rossi e neri.
Nel borgo le pietre raccontano la storia: la chiesa settecentesca di Nostra Signora de s’Ena Frisca ospita ogni fine maggio suggestive processioni e presepi viventi. Durante l’anno si susseguono eventi folkloristici come il festival dell’organetto, la sagra della pecora e quella del mirto, senza dimenticare il carnevale e la Mostra Micologica di novembre—che richiama appassionati e famiglie nel nome della natura.
Tissi
A circa 8 km da Sassari, Tissi è un borgo di 2.400 abitanti immerso in colline coltivate a vigneti (Cagnulari) e uliveti, con un’economia rurale solida. Il paese conserva due chiese medievali: la romanica Santa Vittoria, con il suo stile essenziale e celebrata a metà maggio, e la parrocchiale di Sant’Anastasia (XII secolo), impreziosita da conci bicolori in calcare e vulcanite, simbolo della sua antica origine bizantina.
Il territorio attorno a Tissi è un tesoro archeologico: a nord, si trovano grotticelle funerarie neolitiche come la domus de Janas di Ziprianu ‘e Fora, mentre dal Bronzo restano la maestosa tomba di Giganti di sas Puntas e il nuraghe di monte Sant’Andria. Poco distante sorgono i ruderi romani e bizantini di s’Attentu, con mosaici, canali e vasche, testimoni di una frequentazione continua e stratificata nel tempo.
Uri
Tra Alghero e Sassari, immerso in una valle verdeggiante, Uri è un borgo di circa 3.000 abitanti, noto per la sagra del carciofo a marzo e per i suoi eccellenti prodotti locali: vino, olio e carciofi. L’ambiente naturale spazia tra colline basaltiche e calcaree, macchia mediterranea e il lago Cuga, meta per birdwatching e pesca, celebrato con il Kuga Festival estivo.
Al centro del paese si trova un unicum: il nuraghe di Santa Caterina, circondato da un antico villaggio. Un raro esempio di complesso nuragico urbano, con resti di torri, cortile e capanne, realizzati in calcare e trachite. A pochi chilometri sorgono le rovine dell’abbazia di Paulis, fondata nel 1205 dai monaci cistercensi lungo un’antica via romana, oggi protagonista della festa religiosa della Madonna della Pazienza. Tra i tesori archeologici anche la tomba di Giganti di Pedra Longa, poco fuori dal paese.
Usini
Tra colline di olivi, vigne e carciofi, Usini è un vivace centro agricolo del Logudoro, con oltre 4.000 abitanti, famoso per il suo Vermentino, premiato a livello internazionale. Panifici e pasticcerie mantengono viva la tradizione con pane a legna e dolci come sos germinos e sas trabeas. In estate, il paese si anima con eventi come Andarinos (dedicato alla pasta fresca) e il Festival del Folklore, con abiti, canti e danze tradizionali.
Il cuore del borgo è la parrocchiale di Santa Maria Bambina, costruita su una chiesa medievale, mentre nei dintorni si trova San Giorgio di Oliastreto, un’antica pieve romanica. Il centro ospita musei etnografici allestiti in dimore storiche come casa Diaz e casa Derosas.
L’eredità archeologica è imponente: dalle suggestive domus de Janas di s’Elighe Entosu alle necropoli di Chercos e sos Baddulesos, fino ai nuraghi di monte Unturzu e Filighe. Tracce romane emergono vicino alla chiesa di San Giorgio, dove resistono i resti di un ponte antico.
Conclusione
Visitare i 12 comuni del Coros significa immergersi in un territorio autentico, dove la storia millenaria si intreccia con tradizioni vive, panorami mozzafiato e un’accoglienza genuina. Ogni borgo racconta un pezzo unico di Sardegna: dalla spiritualità di Saccargia all’arte dei murales di Florinas, dai vini pregiati di Usini ai tesori archeologici di Putifigari.
Che tu sia appassionato di storia, amante della buona cucina o semplicemente in cerca di emozioni vere, il Coros saprà sorprenderti in ogni stagione.
